Elementi di architettura e urbanistica (Biennio Decorazione-Mosaico)

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Ore:

36

Crediti:

6 cfa

Docente:

Elementi di architettura e urbanistica (Biennio Decorazione-Mosaico)

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Ore:

36

Crediti:

6 cfa

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Titolo:

«Ogni costruzione è fatta di frammenti». (Marcel Schwob) Sul rapporto tra mosaico e architettura.

Programma

Il corso tratterà dello stretto rapporto tra mosaico e architettura, dalle origini ellenistiche fino a oggi.

Si comincerà con i primi pavimenti a ciottoli (Pella), per poi passare ai mosaici in opus signìnum, sèctile e tessellatum.

A questo riguardo ci si soffermerà sulle fondamentali pagine di Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, libro XXXVI, dove si legge che «I pavimenti ebbero origine in Grecia e furono abbelliti con arte analoga alla pittura fintantoché i pavimenti a mosaico non li sostituirono»; «Quindi i pavimenti a mosaico, scacciati dal suolo, si estesero fin sulle volte e furono fatti di vetro».

Seguirà poi la lunga vicenda dei mosaici parietali in pasta vitrea, comparsi per la prima volta nel teatro di Marco Scauro (58 a.C. circa) e sviluppati in seguito fino ai capolavori bizantini di Costantinopoli e Ravenna, quando il mosaico viene utilizzato per “smaterializzare” l’architettura.

La storia del rapporto tra mosaico pavimentale/parietale e architettura prosegue nel lungo Medioevo, fino a quando il mosaico diventa, nel Rinascimento italiano, la “pittura per la eternità”, secondo la definizione che Giorgio Vasari attribuisce a Domenico Ghirlandaio.

Qui il mosaico perde le sue caratteristiche, divenendo semplicemente una “traduzione” della pittura (come dimostrano le copie dei dipinti di Raffaello effettuate dallo Studio del Mosaico vaticano, fondato nel XVI secolo).

Per assistere a un ritorno del mosaico come elemento a se stante, bisognerà aspettare Charles Garnier che inserirà il colore del mosaico nell’Opéra di Parigi (1875), «per combattere la tristezza urbana».

Il mosaico, nella forma del trencadís, vedrà poi una vera e propria “esplosione” nell’architettura catalana da parte di Antoni Gaudí.

Il rapporto tra mosaico e architettura vedrà la sua penultima stagione nell’utilizzo, da parte delle dittature del Novecento (Fascismo, Nazismo e Stalinismo), in cui il mosaico sarà visto come l’arte “eterna” per eccellenza.

Ma la vicenda del rapporto tra mosaico e architettura non termina negli anni Venti e Trenta: anche oggi assistiamo a interventi contemporanei di grande rilevanza come la Metropolitana dell’Arte a Napoli, dove troviamo opere parietali a mosaico di alcuni dei maggiori artisti internazionali (Sandro Chia, Francesco Clemente, William Kentridge, Luigi Ontani ecc.), o come la metropolitana di New York, con i mosaici in vetro e piastrelle ceramiche di Chuck Close.

Esame finale

L’esame potrà vertere, a scelta dello studente, o sua tesina sul tema mosaico-architettura, concordata col docente, o su un tema progettuale che coinvolga mosaico e architettura, che sia o una ristrutturazione di un edificio industriale presente nella Darsena di Città o un progetto ex novo da collocarsi sempre nella stessa zona.

Bibliografia

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